Mini bond, cosa sono e come funzionano; chi può emettere e chi può sottoscrivere i mini bond.

Mini-bond: cosa sono e come funzionano

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I mini-bond sono strumenti alternativi di finanziamento per aziende non quotate in Borsa, prevalentemente di medie dimensioni (50-70 milioni di fatturato). Il mercato oggi considera il mini-bond come parte della categoria “strumenti di private debt” nella quale rientrano anche il direct leasing, i mini-bond short term e il crowdfunding.

Grazie ai mini-bond, che sono obbligazioni o titoli di debito a medio-lungo termine, le PMI in cerca di liquidità possono reperire fondi dagli investitori in cambio di titoli di credito. Possono così finanziare progetti legati alla crescita e allo sviluppo (come ad esempio l’avvio di nuovi stabilimenti all’estero), aprendosi al mercato dei capitali. Anche i mini-bond, essendo delle obbligazioni, hanno un tasso di interesse riconosciuto sotto forma di cedola periodica e una data di scadenza.

Vantaggi e caratteristiche dei mini-bond

Il vantaggio dei mini-bond è la facilità con cui sono emessi, insieme alla minore complicazione e ai costi più contenuti (i mini-bond sono fiscalmente deducibili). Attraverso questo canale, molto utilizzato in Italia, le aziende possono 1) diversificare le fonti di finanziamento, 2) ridurre la dipendenza dal credito bancario e 3) avvicinarsi maggiormente al mondo finanziario in vista di eventuali future quotazioni (IPO).

In generale, l’accesso a finanziamenti a medio-lungo termine migliora la qualità dell’indebitamento, liberando risorse a breve termine per il supporto del circolante.

In questo modo l’azienda ne beneficia dal punto di vista del suo equilibrio economico-finanziario e di più alta valutazione dell’affidabilità creditizia, quindi con potenziali effetti positivi in termini di accesso al credito bancario.

Chi può emettere mini-bond?

Non è necessario appoggiarsi a una banca per emettere un mini-bond, che deve essere emesso da società italiane non quotate con le seguenti caratteristiche:

  • l’ultimo bilancio certificato da un revisore esterno;
  • un fatturato di oltre 2 milioni di euro;
  • un organico di almeno 10 dipendenti.

Chi può sottoscrivere mini-bond?

La sottoscrizione dei mini-bond invece è generalmente riservata a investitori istituzionali professionali e ad altri soggetti qualificati, come banche, imprese di investimento, SGR, SICAV.

Come ottenere un finanziamento tramite mini-bond

Il mini-bond non è uno strumento a supporto delle aziende in crisi, ma un’opportunità di finanziamento per imprese sane, che presentino buone performance e che abbiano tracciato precisi percorsi di crescita per gli anni successivi. Per questo le imprese, per ottenere questa forma di finanziamento, devono predisporre un piano economico e finanziario, sulla base del quale viene predisposto un prospetto informativo da mettere a disposizione dei potenziali investitori. Questo prospetto deve contenere informazioni riguardanti:

  • la storia dell’azienda;
  • il posizionamento sul mercato;
  • le caratteristiche del management dell’azienda;
  • l’andamento economico e finanziario storico e prospettico, con un’analisi del progetto di investimento che si intende finanziare tramite il mini-bond;
  • il piano di rimborso con la remunerazione offerta agli investitori.

È quindi fondamentale definire un business plan efficace, che evidenzi le motivazioni e rassicuri i finanziatori sulle capacità dell’azienda nel generare flussi di cassa adeguati a coprire il pagamento delle cedole e il rimborso del capitale investito.

La preziosa consulenza dell’advisor per richiedere o finanziare mini-bond

Per guidare l’impresa nella definizione della strategia e nell’individuazione dei termini generali dell’emissione (valore, scadenza, modalità di rimborso, ecc.) è importante avvalersi della consulenza di un advisor specializzato nel settore.

In questa fase è utile il supporto di un esperto anche per definire possibili scenari di rischio per l’impresa e per effettuare analisi previsionali dell’andamento della società.

Anche per i finanziatori, dopotutto, i servizi di un buon consulente sono pressoché irrinunciabili: per i finanziatori è infatti fondamentale verificare con attenzione la solidità dell’impresa che richiede il mini-bond, nonché la sua capacità di generare idonei flussi di cassa, e le sue prospettive di crescita.

Epyon è in grado di fornire supporto e assistenza a entrambe le controparti: aiuta l’impresa nella redazione o revisione del business plan e nella ricerca di possibili finanziatori; affianca gli investitori per la realizzazione di due diligence.

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