L'analisi del flusso di cassa e lo strumento del cash flow 13 settimane per monitorare e salvaguardare la liquidità dell'azienda.

Analisi del cash flow: come migliorare il flusso di cassa e prevenire crisi di liquidità nel breve e medio periodo

Pubblicato: in Restructuring

Lo strumento del “cash flow a 13 settimane” e altri consigli pratici per monitorare correttamente i flussi di cassa e gestire con dovuto anticipo eventuali crisi di liquidità.

Il flusso di cassa, o cash flow nella terminologia anglosassone, è la variazione positiva o negativa della liquidità di un’azienda in un dato periodo. Il suo valore è il risultato di variazioni economiche e patrimoniali di periodo e trova dunque riflesso nella contabilità generale.

Per qualsiasi impresa è fondamentale avere costantemente sotto controllo il flusso di cassa per poter monitorare la liquidità e, quindi, poter prevedere il successo o la crisi dell’azienda.

Cash flow positivo e negativo: significato e implicazioni

Il monitoraggio del cash flow viene spesso utilizzato per valutare la solidità di un’azienda ed in generale per valutare una società (cash is king!).

Essenzialmente, se il cash flow è positivo significa che l’operatività dell’azienda ha consentito di incrementare le disponibilità finanziaria nel
periodo di riferimento.

Potrebbe anche succedere che, pur generando profitti, un’impresa si trovi in scarsezza di liquidità – in questo caso si parla di cash flow negativo – e dunque non sia in grado con proprie risorse di far fronte a pagamenti di imposte, fornitori e dipendenti.

Una situazione di cash flow negativo, nella maggior parte dei casi, si genera quando le entrate sono squilibrate rispetto alle uscite che si devono sostenere – ad esempio quando passa un tempo troppo lungo tra il momento in cui i clienti pagano l’azienda e le scadenze che l’impresa deve rispettare per sostenere tutte le spese (fornitori, imposte, dipendenti). Perciò la gestione ottimale del flusso di cassa è prerogativa non solo delle grandi aziende, ma anche delle piccole e medie imprese.

A cosa serve l’analisi del cash flow

L’analisi del flusso di cassa è uno degli strumenti principali di controllo della gestione finanziaria, in quanto il cash flow misura la capacità di un’azienda di autofinanziarsi senza doversi indebitare. Stimando i flussi di cassa entro una certa data è possibile prevedere i periodi in cui le uscite saranno superiori alle entrate e quindi negoziare per tempo eventuali coperture necessarie e coprire i deficit di liquidità.

Il flusso di cassa può quindi essere ritenuto uno strumento di analisi e di controllo della gestione finanziaria d’impresa, col quale è necessario interfacciarsi per scelte tattiche e strategiche. Il concetto di flusso di cassa risulta utile per conseguire una serie di obiettivi, come:

  • ottimizzare la gestione della tesoreria: in questo modo si è in grado di prevedere impieghi migliori della liquidità presente;
  • migliorare la  destinazione dei flussi finanziari;
  • migliorare il  servizio di pianificazione e controllo verso le altre aree dell’azienda;
  • misurare le performance finanziarie.

Il cash flow a 13 settimane

La gestione ottimale dei flussi di cassa è fondamentale per la salute di un’azienda. Alcune imprese, soprattutto in momenti di tensione finanziaria o se soggette a un andamento stagionale del fatturato, scelgono di monitorare i flussi di cassa a livello settimanale. In questo caso si parla di cash flow a 13 settimane, uno strumento che aiuta a tenere sotto controllo nel breve e medio periodo le prospettive di generazione di cassa relative alle settimane e ai 3 mesi successivi.

Come migliorare il flusso di cassa: consigli pratici per scongiurare una crisi

Fermo restando che la generazione di cassa dipende dal business della società, e quindi dall’andamento sul mercato dei suoi prodotti e servizi, esistono alcune leve per gestire, sebbene in via temporanea, il cash flow e assicurarsi la liquidità in alcuni specifici momenti. Eccone alcune.

1) Sollecitare i clienti affinché procedano con i pagamenti prima che scadano i termini delle fatture, velocizzando così il recupero dei crediti e prevenendo alcune situazioni di ritardo nei pagamenti.

2) Ricorrere a strumenti di incasso del credito presso le banche, una forma di finanziamento che può offrire la liquidità di sostegno necessaria per ridurre lo scarto tra pagamenti da versare e da riscuotere. Generalmente, per i finanziamenti a breve termine, le forme più utilizzate sono un fido o uno scoperto di conto. Se però il ricorso a queste soluzioni è ricorrente significa che si è davanti a un problema più profondo che va affrontato con analisi e strumenti specifici per risolverlo alla radice.

3) Ricorrere al factoring, uno strumento che sta diventando sempre più importante per le piccole e medie imprese per ottenere il credito e gestire il flusso di cassa. Il factoring è un  contratto con il quale l’impresa cede a una società specializzata i propri crediti esistenti o futuri, per ottenere subito liquidità e una serie di servizi correlati alla gestione del credito ceduto (cioè la loro gestione e la loro amministrazione, l’incasso e l’anticipazione dei crediti prima della loro scadenza). La  società di factoring quindi si assume l’onere di riscuotere l’importo dei crediti dietro pagamento di una commissione.

4) Posticipare i pagamenti, per quanto possibile, negoziando a monte con i fornitori scadenze diverse (per esempio, il pagamento a 60 giorni dalla data di fattura invece dei tradizionali 30).

5) Sfruttare rateizzazioni fiscali e previdenziali e altre agevolazioni previste dalla legge Per quanto riguarda i rapporti con il Fisco, se il debito non supera i 60 mila euro, è possibile chiedere all’Agenzia delle Entrate-Riscossione una rateazione ordinaria che può arrivare fino a 72 rate. In caso di debito superiore, le società devono dimostrare con la documentazione da allegare all’istanza la loro difficile situazione economica, indicando l’indice di liquidità, un parametro che consente all’agente di riscossione di determinare la capacità dell’impresa di far fronte agli impegni finanziari, e l’indice Alfa, che consente di stabilire il numero massimo di rate concedibili all’azienda che chiede la rateizzazione. È inoltre possibile, in casi specifici stabiliti dalla legge, richiedere la rateizzazione Inps per le cartelle di pagamento debiti.

L’importanza di un consulente esperto per monitorare il cash flow e salvaguardare la liquidità

La gestione dei flussi di cassa è una materia molto complessa, delicata e di grande importanza per la salute di un’azienda perché può determinare il successo o il fallimento stesso dell’impresa, specialmente nei periodi di tensione finanziaria. Per questo è importante affidarsi a professionisti del settore con anni di esperienza nell’analisi del cash flow, capaci di individuare i rischi di impresa, monitorare i flussi di cassa e suggerire le migliori soluzioni per superare le criticità. Epyon fornisce un’assistenza personalizzata alle imprese, con particolare predilezione per lo strumento cash flow a 13 settimane che consente un monitoraggio costante e puntuale, e si pone come consulente per consigliare l’imprenditore e anticipare la gestione del problema.

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